Oggi riprendiamo a parlare della storia della musica elettronica e lo facciamo trattando quella che viene chiamata computer music o musica informatica.
Si tratta di un sottocategoria della musica elettroacustica che fa un uso sistematico di elaboratori numerici per la composizione.
Pare che il primo computer costruito a questi fini sia nato in Australia nel 1951 grazie alla collaborazione tra il programmatore Geoff Hill e i progettisti Maston Beard e Trevor Pearcey.
Tuttavia Geoff Hill non sentì la necessità né l'utilità di invitare i compositori a sfruttare la sua invenzione, motivo per cui questa rimase pressoché sconosciuta.
Dopo lo sviluppo di programmi successivi, il 17 maggio del 1957 nacque quello che viene considerato il primo vero brano di computer music; per la precisione, quando il psicoacustico e linguista Newman Guttmann realizza In The Silver Scale: è un risultato piuttosto rudimentale, essendo un semplice susseguirsi di ampiezze, frequenze e durate diverse, che però fa intravedere il potenziale di questa ricerca.
Successivamente vengono realizzati altri lavori, anche grazie ad uno studio fatto sulla voce umana, che necessitavano però di tempi di calcolo impensabili nell'era moderna.
John Chowning fece poi studi che dimostrarono le ampie possibilità compositive grazie alla modulazione di frequenza, mentre alla fine degli anni '60 cominciò ad essere utilizzata una sorta di sintesi ibrida accostando strumenti analogici e digitali.
La computer music venne utlizzata in vari Centri di studio da vari autori, tra cui Luciano Berio e Luigi Nono e ogni centro aveva propri orientamenti musicali e scientifici dovuti a vari fattori, tra cui la posizione geografica e il momento storico.
Com'è plausibile, agli inizi della ricerca, i brani venivano prodotti dai ricercatori e compositori stessi, mentre il pubblico mostrava scetticismo.
Augurando buon weekend a tutti, ricordiamo che è in corso il sondaggio "BEST COUNTRY ROCK": continuate numerosi ad inviare le vostre preferenze agli indirizzi e-mail presenti sul blog.
Alla prossima!
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sabato 25 gennaio 2014
domenica 19 gennaio 2014
Micropost: Regina Spektor
Oggi trattiamo in breve un'artista che, alla pari di Ani Di Franco, fa parte della scena dell'Anti Folk; nella fattispecie la variante nata nell'East Village di New York.
Regina Spektor nasce Regina Il'inična Spektor a Mosca nel 1980 da una famiglia di musicisti ebrei.
Nel 1989, durante la Perestroika, lascia la Russia e, dopo brevi periodi in Austria e Italia, si trasferisce nel Bronx di New York.
La sua arte è frutto della fusione di punk, folk, musica classica, jazz e hip hop. Molto originali anche le tecniche vocali sempre innovative che sperimenta, come si può notare nel brano Fidelity, che presentiamo in versione studio e live.
Ricordiamo infine che è in corso il sondaggio "BEST COUNTRY ROCK": continuate ad inviare le vostre preferenze agli indirizzi e-mail che trovate sul blog.
Buona musica
Regina Spektor nasce Regina Il'inična Spektor a Mosca nel 1980 da una famiglia di musicisti ebrei.
Nel 1989, durante la Perestroika, lascia la Russia e, dopo brevi periodi in Austria e Italia, si trasferisce nel Bronx di New York.
La sua arte è frutto della fusione di punk, folk, musica classica, jazz e hip hop. Molto originali anche le tecniche vocali sempre innovative che sperimenta, come si può notare nel brano Fidelity, che presentiamo in versione studio e live.
Ricordiamo infine che è in corso il sondaggio "BEST COUNTRY ROCK": continuate ad inviare le vostre preferenze agli indirizzi e-mail che trovate sul blog.
Buona musica
sabato 11 gennaio 2014
Storia della musica elettronica (VI parte): la tape music
Oggi torniamo a parlare della storia della musica elettronica e lo facciamo affrontando brevemente quella che viene chiamata tape music, ovvero la musica per nastro.
Sfruttando il nastro magnetico, a cui abbiamo già accennato precedentemente, la tape music era un metodo compositivo che, tramite la tecnica del montaggio sonoro (una vera e propria operazione di "taglia e cuci"), elaborava brani pre-registrati eseguiti con strumenti musicali tradizionali.
Una delle principali scuole di tape music fu fondata da John Cage e tra i vari suoi esponenti annoverava anche il compositore David Tudor, ritratto nella fotto, che tratteremo sicuramente in seguito.
Ricordiamo infine che è in corso il sondaggio "BEST COUNTRY ROCK": continuate ad inviare le vostre preferenze agli indirizzi e-mail che trovate sul blog.
Buona musica e buon weekend a tutti!
Sfruttando il nastro magnetico, a cui abbiamo già accennato precedentemente, la tape music era un metodo compositivo che, tramite la tecnica del montaggio sonoro (una vera e propria operazione di "taglia e cuci"), elaborava brani pre-registrati eseguiti con strumenti musicali tradizionali.
Una delle principali scuole di tape music fu fondata da John Cage e tra i vari suoi esponenti annoverava anche il compositore David Tudor, ritratto nella fotto, che tratteremo sicuramente in seguito.
Ricordiamo infine che è in corso il sondaggio "BEST COUNTRY ROCK": continuate ad inviare le vostre preferenze agli indirizzi e-mail che trovate sul blog.
Buona musica e buon weekend a tutti!
domenica 5 gennaio 2014
La cantante di oggi: Sophie Ellis-Bextor
Oggi, come da titolo, parliamo di una cantante britannica che ha iniziato la sua carriera nella seconda metà degli anni novanta per diventare molto popolare nei primi del 2000.
Nata Sophie Michelle Ellis-Bextor nel 1979 a Londra, ha ottenuto un discreto successo in patria con il gruppo Theaudience.
La notorietà mondiale arriva nel 2001, in seguito alla pubblicazione di una cover del brano di Cher "Take me home", e all'uscita dell'album Read My Lips.
I singoli che le hanno garantito la vetta di varie classifiche europee sono "Murder on a dancefloor" (con il suo esilarante video) e "Get over you".
Dopo il secondo album, decisamente più in sordina, il terzo LP di Sophie Ellis Bextor riporta nuovamente il successo internazionale con il singolo "Catch you".
Il video del brano è stato girato a Venezia
Dal punto di vista canoro e musicale, si può notare la vocalità estremamente calda, potente ed estesa, abbinata ad un timbro vagamente simile a quello di Dolores O'Riordan, ma asservita alla musica dance pop e al rock alternativo.
Buona musica
Nata Sophie Michelle Ellis-Bextor nel 1979 a Londra, ha ottenuto un discreto successo in patria con il gruppo Theaudience.
La notorietà mondiale arriva nel 2001, in seguito alla pubblicazione di una cover del brano di Cher "Take me home", e all'uscita dell'album Read My Lips.
I singoli che le hanno garantito la vetta di varie classifiche europee sono "Murder on a dancefloor" (con il suo esilarante video) e "Get over you".
Dopo il secondo album, decisamente più in sordina, il terzo LP di Sophie Ellis Bextor riporta nuovamente il successo internazionale con il singolo "Catch you".
Il video del brano è stato girato a Venezia
Dal punto di vista canoro e musicale, si può notare la vocalità estremamente calda, potente ed estesa, abbinata ad un timbro vagamente simile a quello di Dolores O'Riordan, ma asservita alla musica dance pop e al rock alternativo.
Buona musica
sabato 28 dicembre 2013
Storia della musica elettronica (V parte): la musica concreta
Rieccoci a trattare la storia
della musica elettronica in questo ultimo post prima della fine del
2013.
Dalla culla di questo genere
musicale, la Germania, ci spostiamo in Francia, dove, alla fine degli
anni Quaranta, nacque la cosiddetta musica concreta o musique
concrète.
Il suo fondatore e maggiore
esponente è senza dubbio Pierre Schaeffer, che affermò che questo
genere differisce dalla musica “tradizionale definita astratta”
perché si basa su fonti sonore naturali.
La musique concrète prevede,
dunque, un distacco dalla musica elettronica vera e propria.
Spieghiamo meglio il significato
di quest'affermazione: la musica elettronica usa suoni generati da
apparecchi elettronici, mentre secondo la musica concreta qualsiasi
suono può diventare materiale di una composizione e, una volta
ordinate secondo l'ordine dell'opera, queste fonti sonore vengono
alterate tramite l'utilizzo di apparecchi e procedimenti elettronici.
Con il passare del tempo, la
musique concrète si identificò sempre di più con la musica
elettronica “pura” tedesca, finché dagli anni Sessanta entrambe
queste tendenze vennero quasi totalmente abbandonate.
Un esempio di musique concrète
sono gli Études de bruits
(trad.: studi dei rumori), composizione di Pierre Schaeffer del
1948.
E
con questo, per quest'anno è tutto. Buon inizio 2014 in musica a
tutti!
domenica 22 dicembre 2013
La cantante di oggi: Jojo
Oggi parliamo di una giovane interprete del nuovo filone della musica R & B.
Nata Joanna Noelle Bladgen Levesque, con origini polacche, francesi, scozzesi, inglesi e native americane, nel 1990, Jojo si è subito distinta per via della voce estremamente potente e matura, sia a livello tecnico che espressivo, già a otto anni, età in cui si esibisce in alcune cover dal vivo all'interno di vari programmi televisivi americani. In una di queste occasioni riceve il plauso di Bill Cosby.
Il suo esordio discografico avviene nel 2004 con il singolo Leave (get out), con cui raggiunge il primo posto negli USA... cosa mai avvenuta per una ragazzina di tredici anni.
In seguito prosegue la sua carriera con il secondo album, trainato dal grande successo Too little too late.
La sua ascesa incontra vari problemi legati alle case discografiche, ovviamente interessate a trasformare Jojo in una cantante pop più commerciale. A livello canoro si presenta come un mezzosoprano dotato di grande estensione, agilità, coloratura e con una dimestichezza ammirevole nell'utilizzo di falsetto, whistle e melisma. Il suo tratto distintivo è sicuramente il timbro, in cui si percepisce estremo controllo e una maturità espressiva assolutamente anomala per l'età in cui ha iniziato la sua carriera. Questa peculiarità le ha consentito di interpretare brani d'amore estremamente sofferti e adulti in chiave blues, distanziandosi dalla più comune idea della giovane popstar con voce acerba e delicata, maggiormente legata alle atmosfere leggere della musica mainstream.
Nata Joanna Noelle Bladgen Levesque, con origini polacche, francesi, scozzesi, inglesi e native americane, nel 1990, Jojo si è subito distinta per via della voce estremamente potente e matura, sia a livello tecnico che espressivo, già a otto anni, età in cui si esibisce in alcune cover dal vivo all'interno di vari programmi televisivi americani. In una di queste occasioni riceve il plauso di Bill Cosby.
Il suo esordio discografico avviene nel 2004 con il singolo Leave (get out), con cui raggiunge il primo posto negli USA... cosa mai avvenuta per una ragazzina di tredici anni.
La sua ascesa incontra vari problemi legati alle case discografiche, ovviamente interessate a trasformare Jojo in una cantante pop più commerciale. A livello canoro si presenta come un mezzosoprano dotato di grande estensione, agilità, coloratura e con una dimestichezza ammirevole nell'utilizzo di falsetto, whistle e melisma. Il suo tratto distintivo è sicuramente il timbro, in cui si percepisce estremo controllo e una maturità espressiva assolutamente anomala per l'età in cui ha iniziato la sua carriera. Questa peculiarità le ha consentito di interpretare brani d'amore estremamente sofferti e adulti in chiave blues, distanziandosi dalla più comune idea della giovane popstar con voce acerba e delicata, maggiormente legata alle atmosfere leggere della musica mainstream.
domenica 15 dicembre 2013
Meteore: Count Five
Oggi parliamo di un gruppo musicale meteora della seconda metà degli anni Sessanta: i Count Five. Di genere garage rock e rock psichedelico californiano, il gruppo si formò a San José da un idea di Ron Chaney, bassista, e John Michalski, chitarrista. Questi ultimi iniziarono la loro carriera musicale quando erano ancora studenti, suonando in gruppi locali specializzati nel surf rock. Successivamente nacquero gli Squires, a cui si unì il cantante Kenn Ellner, che, per rimanere nella scena musicale, imitarono lo stile della British Invasion. Nel 1964 arrivò anche Sean Byrne, cantante e chitarrista di origini irlandesi. Lo stesso Byrne, in quel periodo stava ultimando il brano che divenne l'unico vero successo dei Count Five: Psychotic Reaction. Il brano, scartato prima da varie case discografiche, uscì come singolo per la Double Shot Records con influenze di Yardbirds, Bo Diddley e del genere punk. Nel 1966 venne pubblicato l'album contenente questo singolo, un paio di cover degli Who e alcuni inediti di scarso valore, per cui il gruppo si sciolse l'anno successivo. Ora non rimane che ascoltare la loro unica hit. Buona domenica a tutti!
domenica 8 dicembre 2013
Storia della musica elettronica (parte IV): Gesang der junglinge
Oggi torniamo a trattare la storia della musica elettronica e lo facciamo parlando, seppure in modo molto semplificato, di una composizione musicale: Gesang der junglinge di Karlheinz Stockhausen.
Sorvolando per adesso sulle varie tappe artistiche dell'autore tedesco e lasciando eventuali approfondimenti riguardo questa composizione ai lettori del blog, occupiamoci di quello che viene considerato il manifesto della musica elettronica.
Composto nel bienno 1955-1956 dopo le esperienze di Elekronische Studie I ed Elektronische Studie II, Gesang der junglinge è un progetto piuttosto complesso. Per fare questo, il testo in latino del "Canto dei giovani nella fornace" (Libro di Daniele, capitolo 3) venne fatto leggere, secondo uno schema deciso da Karlheinz Stockhausen, ad un ragazzo e, successivamente, venne suddiviso in fonemi.
Questi fonemi vennero fusi, dall'autore, insieme a suoni elettronici variando le frequenze e, di conseguenza, i vari timbri.
La concezione strutturale polifonica della composizione prevedeva poi anche una corrispondente proiezione spaziale ben precisa della stessa.
Gesang der Junglinge venne eseguita in pubblico per la prima volta il 30 maggio 1956.
Ora non resta che l'ascolto.
Buona domenica a tutti!
Sorvolando per adesso sulle varie tappe artistiche dell'autore tedesco e lasciando eventuali approfondimenti riguardo questa composizione ai lettori del blog, occupiamoci di quello che viene considerato il manifesto della musica elettronica.
Composto nel bienno 1955-1956 dopo le esperienze di Elekronische Studie I ed Elektronische Studie II, Gesang der junglinge è un progetto piuttosto complesso. Per fare questo, il testo in latino del "Canto dei giovani nella fornace" (Libro di Daniele, capitolo 3) venne fatto leggere, secondo uno schema deciso da Karlheinz Stockhausen, ad un ragazzo e, successivamente, venne suddiviso in fonemi.
Questi fonemi vennero fusi, dall'autore, insieme a suoni elettronici variando le frequenze e, di conseguenza, i vari timbri.
La concezione strutturale polifonica della composizione prevedeva poi anche una corrispondente proiezione spaziale ben precisa della stessa.
Gesang der Junglinge venne eseguita in pubblico per la prima volta il 30 maggio 1956.
Ora non resta che l'ascolto.
Buona domenica a tutti!
sabato 30 novembre 2013
Hit parade : Insieme
Ritorna la serie di post legati ai successi delle classifiche italiane nel corso dei decenni. Oggi trattiamo un brano rimasto nella hit parade del 1970 per diciotto settimane, di cui diciassette nella top 10: "Insieme", grande successo di Mina, scritto da Mogol e Battisti. Inizialmente l'interprete non era convinta di poter cantare il pezzo, ma ci ripensò dopo poco, incidendo un successo che solo Modugno riuscì a mantenere in seconda posizione. Buona musica a tutti...
domenica 24 novembre 2013
Il brano di oggi: La voce del silenzio
Dopo Caruso, il brano trattato in maniera unica da un post di questo blog è "La voce del silenzio".
Nell'immaginario collettivo, il pezzo in questione è la rappresentazione imperitura del romanticismo nel genere melodico, ma in sé mostrava vari cambiamenti e scostamenti da questo stile, probabilmente dettati dall'edizione di Sanremo in cui fu presentata, ovvero quella del 1968.
Festival ricco di polemiche e famoso per i grandi ospiti stranieri, la faida fra Don Backy e Celentano, ma soprattutto per il suo passato recente, ovvero la morte di Luigi Tenco, che aveva modificato più o meno direttamente il modo di cantare di molti artisti, fra cui Tony Del Monaco, che presentò "La voce del silenzio" in doppia esibizione con Dionne Warwick.
Il pezzo parla di una persona che vuole meditare in quieta solitudine, ma ogni ricordo della sua esistenza riporta alla mente l'amore della sua vita, mai dimenticato. Dal punto di vista musicale e tecnico, la canzone appare come una battaglia fra la voce e la presenza stoica e prepotente dell'orchestra, elemento fondamentale in questa composizione di Mogol, Limiti ed Elio Isola.
La presentiamo in varie versioni, dall'originale (e snobbata) di Del Monaco e Dionne Warwick...
... passando per la versione che le diede la notorietà (probabilmente eterna), ovvero quella di Mina...
... fino alle versioni più recenti e originali dei seguenti artisti: Silvia Mezzanotte
Loretta Goggi
Ranieri e Mezzanotte
Alex Baroni
Mia Martini
E, a parte molti altri come Renato Zero, Ornella Vanoni, Renga, Luca Laurenti e Franco Simone, concludiamo con una versione in duetto dall'arrangiamento peculiare (grazie alla presenza di un flauto particolare). Ovvero la versione live, dal teatro del silenzio (neanche a farlo apposta) di Lajatico, di Andrea Bocelli ed Elisa
Nell'immaginario collettivo, il pezzo in questione è la rappresentazione imperitura del romanticismo nel genere melodico, ma in sé mostrava vari cambiamenti e scostamenti da questo stile, probabilmente dettati dall'edizione di Sanremo in cui fu presentata, ovvero quella del 1968.
Festival ricco di polemiche e famoso per i grandi ospiti stranieri, la faida fra Don Backy e Celentano, ma soprattutto per il suo passato recente, ovvero la morte di Luigi Tenco, che aveva modificato più o meno direttamente il modo di cantare di molti artisti, fra cui Tony Del Monaco, che presentò "La voce del silenzio" in doppia esibizione con Dionne Warwick.
Il pezzo parla di una persona che vuole meditare in quieta solitudine, ma ogni ricordo della sua esistenza riporta alla mente l'amore della sua vita, mai dimenticato. Dal punto di vista musicale e tecnico, la canzone appare come una battaglia fra la voce e la presenza stoica e prepotente dell'orchestra, elemento fondamentale in questa composizione di Mogol, Limiti ed Elio Isola.
La presentiamo in varie versioni, dall'originale (e snobbata) di Del Monaco e Dionne Warwick...
... passando per la versione che le diede la notorietà (probabilmente eterna), ovvero quella di Mina...
... fino alle versioni più recenti e originali dei seguenti artisti: Silvia Mezzanotte
Loretta Goggi
Ranieri e Mezzanotte
Alex Baroni
Mia Martini
E, a parte molti altri come Renato Zero, Ornella Vanoni, Renga, Luca Laurenti e Franco Simone, concludiamo con una versione in duetto dall'arrangiamento peculiare (grazie alla presenza di un flauto particolare). Ovvero la versione live, dal teatro del silenzio (neanche a farlo apposta) di Lajatico, di Andrea Bocelli ed Elisa
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