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Il 24 giugno 1934 a Bologna nasceva Gloria Prestieri, conosciuta successivamente come Gloria Christian.
Lasciando agli interessati eventuale dettagli biografici ricordiamo le sue partecipazioni a svariati festival canori, tra cui quattro partecipazioni al Festival di Sanremo.
La cantante bolognese venne anche inserita nel primo cast della commedia musicale "Rugantino".
Tra i suoi successi si annoverano Casetta in Canadà, Cerasella e altre.
Oggi riprendiamo la rubrica dedicata alle canzoni entrate a fare parte del patrimonio musicale mondiale e lo facciamo parlando di I' te vurria vasà, canzone napoletana conosciuta in tutto il mondo.
Il testo, scritto da Vincenzo Russo alla fine del 1899, racconta di una sua unione difficoltosa perché ostacolata dai genitori della ragazza a cui sono indirizzate le parole cantate.
Eduardo Di Capua scrisse la musica pochi giorni più tardi.
Pur non ottenendo grande successo all'uscita, con il passare degli anni il brano ha visto l'interpretazione di molti artisti italiani e non solo.
Lasciando eventuali dettagli agli interessati, ora diamo spazio alla musica.
In occasione del Natale, oggi vogliamo parlare di una canzone tradizionale di questo periodo: Tu scendi dalle stelle.
La canzone venne composta nel 1754 da Alfonso Maria de' Liguori, vescovo napoletano che scrisse precedentemente anche la versione originale napoletana Quanno nascette ninno.
Il luogo di composizione è dibattuto, ma sicuro è il suo successo nel corso dei secoli.
Lasciando i dettagli agli interessati, ora concludiamo in musica.
Oggi vogliamo parlare, seppure brevemente e lasciando i dettagli agli interessati, della canzone Io ce credo.
Scritta da Eduardo De Crescenzo, questa canzone napoletana si trova nell'album "De Crescenzo" del 1983 ed è stata interpretata successivamente anche da altri artisti.
Da segnalare anche l'inserimento di Io ce credo nell'atto primo del juke-box musical "C'era una volta... scugnizzi" (abbreviato anche "Scugnizzi") andato in scena per la prima volta nel 2002.
Buon weekend a tutti in musica!
Oggi trattiamo una canzone che da quando è stata scritta, nel 1950, è un'icona della canzone napoletana e non solo: Luna Rossa.
Le parole del poeta Vincenzo de Crescenzo e la musica di Antonio Vian (all'anagrafe Antonio Viscione) hanno fatto di questa canzone un vero successo internazionale.
Con il ritmo di una beguine e il testo che usa un linguaggio radicato nel passato ma, allo stesso tempo, anche nuovo, Luna rossa ha avuto il merito di iniziare una vera rivoluzione nella canzone napoletana e, da subito, si è fatta conoscere al grande pubblico avviando la cosiddetta "nouvelle vague".
Il testo racconta la tristezza di un uomo che, vagando per strada di notte, spera che la sua amata si affacci al balcone e si rivolge alla luna chiedendole se la vedrà, ma questa le risponde "qua non c'è nessuno".
Il primo interprete fu il bolognese Giorgio Consolini, che presentò la canzone all'edizione del 1950 della Festa di Piedigrotta al Teatro Augusteo di Napoli, a cui fecero seguito tantissimi altri sia in Italia che all'estero, tanto da essere tradotta in 42 lingue e dialetti.
Tra gli interpreti di questo successo indimenticabile, Claudio Villa, di cui ne fece il suo cavallo di battaglia portandola al primo posto nella hit parade del 1951, Mario Merola, Gabriella Ferri, Massimo Ranieri, Mia Martini, Enzo Gragnaniello, Renato Carosone, Luciano Tajoli, Mango, Renzo Arbore con l'Orchestra Italiana, Noa, Caetano Veloso, Frank Sinatra, con il titolo Blushing Moon, e la cantante tunisina M'Barka Ben Taleb che, insieme ad altre canzoni della tradizione napoletana nel suo progetto "Fusi tra due mondi", l'ha cantata in francese contaminandola con l'utilizzo di strumenti musicali tipici della musica popolare.
Ora non ci resta che ascoltare alcune di queste versioni.
Buon weekend in musica a tutti!