MUSIC ARMY

Vuoi entrare nel Music Army, l'esercito della musica? Per qualsiasi informazione, contattami a supermusic9178@gmail.com! Lo trovi anche su Facebook al link http://www.facebook.com/pages/Music-Army/105098378510?fref=ts

CONFERENZE

Ti piacerebbe organizzare una conferenza inerente la musica? Lo staff di Music Drops è disponibile ad aiutarti. Ideamo conferenze su qualsiasi argomento musicale. Usa i contatti che trovi sul blog per saperne di più!

domenica 27 ottobre 2013

Hit Parade: Il cielo in una stanza

Per la rubrica dei singoli rimasti ai primi posti in classifica negli anni passati, oggi trattiamo il 1960 e uno dei brani più importanti della nostra tradizione musicale.
La canzone, che non necessita di presentazioni ulteriori, è stata scritta e composta da Gino Paoli, Tony De Vita, Mogol e Toang (Renato Angiolini). Nella prima versione, il nome di Paoli non era stato accreditato, in quanto troppo giovane per iscriversi alla SIAE a quei tempi.
La risonanza della canzone negli anni e nei paesi del mondo è stata talmente importante da condurre vari artisti a realizzarne numerose cover in più lingue (sia in studio che limitate al live in alcuni eventi televisivi): Gino Paoli, Connie Francis, Franco Simone, Morgan, Noemi, Giorgia, Carla Bruni, Battiato, Ranieri, Manuel Miranda, Mike Patton, Giusy Ferreri e Malika Ayane sono solo alcuni dei nomi di questi artisti. La versione più importante è sicuramente l'originale del 1960, eseguita dall'interprete anche nel film "Appuntamento a Ischia", e incisa nuovamente nel 1969 con un arrangiamento differente.
Se non si fosse ancora capito, stiamo parlando di Mina e del suo primo posto in classifica nel 1960 con "Il cielo in una stanza"

sabato 19 ottobre 2013

Storia della musica elettronica (I parte)

Oggi Music Drops inizia un percorso musicale per prendere in esame uno dei generi più variegati e utilizzati nelle sue varie sfaccettature: la musica elettronica.
Cominciamo analizzando i primi strumenti inventati con l'intenzione di creare questa musica, seppure, in alcuni casi, con i dovuti limiti.
Nel 1897, l'avvocato e inventore americano Thaddeus Cahill creò il primo strumento musicale in tal senso, ovvero il telharmonium o dinamofono.






L'intenzione era quella di produrre correnti elettriche alternate sfruttando 145 dinamo e controllare queste frequenze tramite varie tastiere, ciascuna di 7 ottave.
Il segnale generato risultava piuttosto debole e non amplificabile, per cui inizialmente era nata l'idea di sfruttarlo per la filodiffusione della musica attraverso la linea telefonica. Questo strumento aveva però anche un altro handicap: pesava 200 tonnellate!
Purtroppo non esistono registrazioni originali dell'epoca; da segnalare comunque che 100 anni dopo la nascita di questo strumento, il regista statunitense Reynold Weidenaar ha prodotto il documentario "Magic music from telharmonium" rimettendo in funzione l'unico esemplare rimasto conservato.
Successivamente venne inventato la valvola termoionica, o triodo, primo componente elettronico "attivo", ovvero che fornisce un segnale di potenza amplificato se gli viene fornita energia dall'esterno.
Altra invenzione nell'ambito della musica elettronica fu quella ideata dall'inventore russo Lev Sergeevič Termen: il theremin, ovvero lo strumento che, costituito semplicemente da una vera e propria scatola di componenti elettronici e da una o due antenne, produce suoni elettronici semplicemente avvicinando e allontanando le mani dalle antenne.





Dopo l'incontro con l'inventore russo, nel 1923 un radiotelegrafista e violoncellista francese, Maurice Martenot, decise di creare qualcosa che unisse l'idea precedente con qualcosa di più famigliare ai musicisti, ovvero una tastiera a 88 tasti per controllare l'altezza dei suoni prodotti: nacque così, cinque anni più tardi, Onde Martenot (o, in francese, Ondes Martenot).
Con un'estensione di sei ottave, può produrre anche glissati, intervalli inferiori al semitono e diversi timbri e, basandosi sulle differenze di frequenza emessa da generatori (oscillatori) è considerato l'antenato dei più moderni sintetizzatori e fino alla metà degli anni Cinquanta era considerato uno dei migliori strumenti elettronici esistenti.




Pochi anni più tardi, Friedrich Trautwein inventò il trautonium, con alcune semplificazioni nell'uso delle strumentazioni elettroniche, e negli anni Trenta vennero costruiti i primi strumenti in grado di emulare i suoni di un'orchestra.
Gli anni Quaranta videro la nascita dei primi sintetizzatori, strumenti in grado di riprodurre imitazioni di strumenti musicali veramente esistenti o creare suoni ed effetti non esistenti in natura, sotto il controllo di un musicista o un sequencer.
Generalmente comandato tramite una tastiera come quella di un pianoforte, esistono comunque altri sintetizzatori gestiti tramite le corde di una chitarra, il fiato, una pressione di qualche tipo o altri controller ancora diversi.




Nei primi anni Cinquanta aumentò la produzione di transistor, che sostituirono i triodi nella gestione della corrente elettrica e che, grazie a dimensioni ridotte, costi ridotti e maggiore praticità, rivoluzionarono l'industria elettronica.
Così si conclude la prima parte della storia della musica elettronica. Continuate a seguire Music Drops per scoprire il seguito!
 




domenica 13 ottobre 2013

Micropost: Georgia Brown

Oggi Music Drops dedica un piccolo post al concetto di voce e a una rappresentante di spicco di questo strumento: Georgia Brown.
Nata Rossana Monti a Napoli nel 1980, si tratta di una cantante brasiliana che ha iniziato la sua carriera a 5 anni.
Al di là di qualunque merito artistico, Georgia è conosciuta a livello mondiale soprattutto per la sua estensione vocale: detiene, infatti, il record per l'intervallo vocale più esteso per una donna (precisamente otto ottave) e quello per la nota più acuta. Queste sue capacità sono state paragonate con un violino, un pianoforte e un organo Hammond.
Vi proponiamo uno dei suoi successi, "Mermaid", cantato interamente in registro di fischio, e un'esecuzione live di "Oh Happy Days" in un programma televisivo. Al termine di questo secondo video, una divertente comparazione della voce di Georgia con alcune note.

sabato 5 ottobre 2013

L'arte di "Weird Al" Yankovic

Oggi su Music Drops trattiamo un artista americano piuttosto ecclettico ma che deve principalmente la sua fama alla rivisitazione in chiave ironica di brani conosciuti a livello mondiale.
Alfred Matthew Yankovic, in arte "Weird Al" Yankovic, nasce a Lynwood (California) da madre americana con origini italiane e inglesi e da padre americano con origini serbe.
Dopo avere iniziato a suonare la fisarmonica all'età di sette anni, a diciassette la sua carriera comincia in maniera inaspettata inviando un brano registrato da lui, intitolato Belvedere Cruising, al programma radiofonico umoristico "Dr. Demento".
Tre anni più tardi, come dj in una radio locale, Al compone My Bologna, una parodia di My Sharona, la hit dei Knack che in quel periodo svettava nelle classifiche: i Knack la trovano divertente e, tramite loro, Al Yankovic stipula un contratto di sei mesi con la loro etichetta discografica, Capitol Records.

   
Successivamente scrive altre parodie divenute famose: Another One Rides The Bus, cover di Another One Bites The Dust dei Queen


Lasagna, cover del successo dei Los Lobos La Bamba,


Eat It, cover di Beat It, e Fat, cover di Bad di Michael Jackson



Smells Like Nirvana, cover di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana



Like A Surgeon, cover di Like A Virgin di Madonna


e altre. Tutti brani di successo con cui ha anche ottenuto svariati premi.
Oltre alle parodie, Weird Al Yankovic compone anche brani originali umoristici, basati principalmente sulla satira popolare.
Inoltre è anche comico e attore, con una filmografia piuttosto vasta all'attivo.
Una curiosità: fino al 1998 il suo look consisteva in baffi, occhiali e capelli ricci corti; successivamente ad un intervento per la correzione della miopia, ha deciso di radersi i baffi e farsi crescere i capelli.
E con questo, anche per questa settimana è tutto! Buona musica e alla prossima!


domenica 29 settembre 2013

Hit Parade: Papa don't preach

Torna la rubrica "Hit parade" per esplorare la storia dei brani più venduti e ascoltati in Italia nei vari anni.
Oggi tocca al 1986 e al brano che mantenne il primo posto in classifica in quel periodo, ovvero "Papa don't preach" di Madonna.
Sono dovuti alcuni accenni al pezzo, in quanto il testo è una supplica al padre, da parte di una ragazza adolescente, per chiedere aiuto e la sua benedizione nella situazione in cui si trova, ovvero una gravidanza e una relazione con un ragazzo più grande (che il padre aveva accuratamente vietato alla figlia). Il video, con protagonisti Madonna e Danny Aiello, si deve considerare parte integrante della canzone, per via della qualità della regia e la presenza di particolari divenuti storici (come la maglietta che Madonna indossa).
Il grande successo del brano ha avuto impatto sulla cultura statunitense, in quanto illustrava la vita di molte ragazze innamorate. Alcune associazioni abortiste ebbero ovviamente da ridire sulla possibilità di sfoggiare la gravidanza in età adolescenziale in un video.
Dal punto di vista musicale, a parte il crescendo dell'estensione di Madonna nel ritornello, si può evidenziare la presenza di elementi spagnoleggianti.
Buona musica...


venerdì 20 settembre 2013

Meteore: Nina Pee

Oggi su Music Drops trattiamo una meteora di cui conosciamo soltanto una canzone e nient'altro.
Parliamo di Nina Pee e del suo brano di genere italo-disco You're The Sun Of My Life del 1986.
In attesa che si facciano avanti gli esperti del genere, non ci resta che ascoltarla!



sabato 14 settembre 2013

L'arte di Narciso Yepes

Oggi Music Drops tratta un artista spagnolo divenuto famoso nel mondo per essere stato il principale sostenitore della chitarra a dieci corde, che permetteva di trascrivere e interpretare pezzi rinascimentali e barocchi che in origine erano ideati per essere eseguiti con il liuto.
Stiamo parlando di Narciso Yepes, che pare abbia iniziato a suonare la chitarra all'età di quattro anni su consiglio del padre seguendo le lezioni del maestro Jesus Guevara a Lorca, sua città natale.
Nel 1936, a nove anni, allo scoppio della Guerra Civile Spagnola si trasferì a Valencia con la famiglia e a tredici cominciò a frequentare il Conservatorio della città con il pianista e compositore Vicente Asencio.
Yepes è famoso soprattutto per la sua esecuzione del Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo, anche insieme alla Berliner Philarmoniker nel 1964, e per avere riarrangiato, nel 1952, il tradizionale brano per chitarra Romance che divenne noto per essere la colonna sonora del film "Giochi Proibiti", diretto da René Clement nello stesso anno.  




Per le cattive condizioni di salute, Narciso Yepes nel 1993 cominciò a limitare le sue apparizioni in pubblico tenendo l'ultimo concerto a Santander nel 1996 per poi morire l'anno successivo.
E con questo, anche per stavolta è tutto. Buona musica a tutti!

sabato 7 settembre 2013

Hit Parade: Rapput

E oggi Music Drops tratta nuovamente la serie Hit Parade con un brano tanto storico quanto ironico. Nel 1991 risultò il pezzo più venduto in Italia (superando "Se stiamo insieme" di Cocciante, canzone vincitrice di Sanremo quell'anno, e Black or White di Michael Jackson).
Un pezzo rap demenziale interpretato da Claudio Bisio e musicato da Rocco Tanica degli Elii. Il titolo unisce, appunto, la parola "rap" a "puttana", poiché il testo racconta proprio le scenate di gelosia di un uomo verso la propria compagna, della quale pensa le peggiori infedeltà, in seguito ad una vacanza in Grecia con l'amica Giovanna.
A livello musicale e testuale, Rocco Tanica campionò vari brani famosi per poter creare questa hit: "Pensieri e Parole" di Battisti (riferimento molto chiaro a inizio canzone), "Shine on you crazy diamond", "I watussi" di Vianello e "Bella Ciao". I cori gregoriani sono, invece, un omaggio agli Enigma.
La trama del brano ha avuto un seguito altrettanto ironico nel brano "Sapore di pinne", che tratteremo in seguito.
Ah, se non si fosse ancora capito, come da titolo il brano è Rapput


sabato 31 agosto 2013

Micropost: Paolo Angeli

Oggi Music Drops vuole proporre un artista che, dalla Sardegna in cui è nato, ha portato "on the road" la propria musica con uno strumento originale: stiamo parlando di Paolo Angeli.
Da giovanissimo ha cominciato lo studio della chitarra, si è diplomato in etnomusicologia al DAMS di Bologna e da anni collabora anche con molti musicisti di elevato calibro.
Si esibisce in solo o in gruppo suonando la chitarra sarda preparata, uno strumento di cui forse non è semplice, con poche parole, descriverne il funzionamento.
E' senza dubbio alquanto insolito vedere una chitarra a 18 corde, alcune delle quali vibrano per simpatia, con tanto di pedali e quant'altro e suonata con un archetto a mo' di violoncello.
Detto questo, non resta che l'ascolto.



sabato 24 agosto 2013

Il genere Honky Tonk

E oggi Music Drops inaugura il post trattando un genere ormai antico, dal nostro punto di vista.
Honky Tonk è un termine che, nell'epoca del proibizionismo negli Stati Uniti, indicava le fabbriche abusive di gin e le taverne con sala da ballo, generalmente riservate al sottoproletariato di colore.
Come scrisse Gildo De Stefano, il genere Honky Tonk è più propriamente uno stile caratterizzato dalla "spinta delle triadi massicce della mano sinistra che genera uno slancio enorme, accresciuto dai ritmi incrociati fantasticamente complessi (benché naturalmente intuitivi) della mano destra"
All'interno delle taverne e dei locali succitati, la musica suonata in questo particolare stile (definito anche Barrelhouse, come i locali stessi, per via della presenza dei barili di birra a diretta fruizione dei clienti) fu la base per la nascita del genere Ragtime (ovvero l'antesignano del Jazz).
A livello tecnico, il termine indica più propriamente la sonorità tipica dei pianoforti verticali del Far West o delle colonne sonore delle comiche.
Come esempio di questo stile portiamo "Honky Tonk" eseguita da Bill Doggett.


Buona musica a tutti